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Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug 3D – Recensione

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Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug 3D - Recensione | TopCinema.it

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Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug 3D – Recensione
26 dicembre 2013  |  Nessun commento  |  News

lo Hobbit la desolazione di Smaug 3D Recensione | TopCinema.it

Lontani, molto lontani dalle atmosfere leggere e allegre di “Un Viaggio Inaspettato” portato sullo schermo lo scorso anno dal padre cinematografico del Signore degli Anelli e di tutto il suo universo cinematografico.
Voleva distaccarsi, voleva allontanarsi, voleva vedere cosa sarebbe successo con la sua creatura, con il mondo che è riuscito a portare in vita lo scorso decennio nella Terra di Mezzo.
La persona di cui stiamo parlando risponde al nome di Peter Jackson, neozelandese D.O.C. che con tenacia, determinazione e fortuna (non a tutti viene concesso il privilegio di dirigere una trilogia in maniera sequenziale) ha portato in vita una delle saghe fantasy più importanti dello scorso secolo.
“Lo Hobbit” due anni fa doveva essere diviso in due film e diretto da Guillermo Del Toro.
Dopo circa 36 mesi ci troviamo davanti ad una trilogia che finirà l’anno prossimo e che è tornata nelle mani del papà cinematografico, Peter Jackson.

Torniamo al Film.
Chi avrà visto il precedente capitolo, si renderà conto che ci troviamo davanti alle atmosfere del Signore degli Anelli, diretto dal regista del Signore degli Anelli con buona parte del Cast del Signore degli Anelli.
Molti potrebbero prendere questa dichiarazione come una bestemmia ma… Personalmente siamo sopra al Signore degli Anelli.
Un universo molto meno sviluppato, un viaggio molto meno lungo e pericoloso ma ugualmente avvincente ed emozionante.
Lo Zio Bilbo è più accattivante del nipote Frodo, giusto per riassumere il tutto in un’unica battuta.
Martin Freeman è semplicemente splendido e bravissimo nella parte di Bilbo: lui e Richard Armitage sono senz’altro i leader della scena, uno per l’intelligenza e l’altro per il carisma.
Altro componente che ha convinto appieno il grande pubblico e la critica è stato l’attore che ha prestato le movenze a Bard l’arciere: Luke Evans.
Evangeline Lilly e l’iconico  Ian McKellen completano un Cast incredibile e semplicemente perfetto.

Non si può non focalizzare l’attenzione su due aspetti importanti di questo film: il drago Smaug e il 3D.
Partendo da quest’ultimo, per chi come noi ha preso visione della pellicola in HFR 3D , ci si rende conto che tutto il resto delle pseudo-produzioni in stereoscopia sono semplicemente ridicole ed insulse: questa trilogia dimostra, come Avatar (e forse anche di più) che la stereoscopia ha senso se fatta come si deve.
Il Drago Smaug… Semplicemente unico e Dark, tremendamente Dark!
Incute timore, paura e da l’idea di “sommo ed immenso”, le stesse parole pronunciate da Bilbo una volte trovatosi davanti il rettile.
Personalmente di Benedict Cumberbatch abbiamo visto ben poco in Smaug, ma dagli studi della Weta Digital non ci si poteva aspettare nient’altro che il miglior Drago mai creato e portato sul grande schermo.
Aspettare con ansia il termine della trilogia affascina e tiene sulle spine come non mai: questo secondo capitolo è tremendamente riuscito ed è altamente consigliato a chiunque ami il genere Fantasy.

Scheda Film

Marco De Natale

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Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug 3D - Recensione, 5.5 out of 6 based on 4 ratings
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