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Transcendence: la Recensione

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Transcendence: la Recensione
22 ottobre 2014  |  Un commento  |  News

Transcendence è un Film uscito in pompa magna ad Aprile del 2014, distribuito in Italia dalla Andrea Leone Film Group e 01 Distribution.
Esso fa parte della schiera di Film che tutti noi attendevamo con ansia, vuoi per il Cast (Morgan Freeman, Johnny Depp, Rebecca Hall, Cillian Murphy, Paul bettany e Kate Mara), vuoi per la trama Sci-Fi molto intrigante, vuoi perché era l’opera prima di Wally Pfister, uno dei più grandi direttori della Fotografia degli ultimi anni (responsabile di tutte le pellicole di Christopher Nolan, eccetto il prossimo Interstellar) esso era senz’altro molto sentito da parte di noi Cine-Fan.
Avrà mantenuto le aspettative ho ha fallito miseramente? Scopriamolo di seguito. 

Com’è Transcendence?

Transcendence la Recensione | TopCinema.it Brutto.
Troppo brutto, anzi “brutto” e “troppo brutto” è riduttivo.
100 Milioni di $ per fallire miseramente un obiettivo non molto semplice da perseguire (diciamo che creare il film perfetto è sempre molto difficile) è una cosa, di questi tempi, inaccettabile.
Tantissimi registi riescono a dimostrare che con pochi milioni di $ riescono a tirar su dei veri e propri gioiellino: potremo citare Sinister da 10 Milioni di $ di budget con un incasso globale dieci volte superiore; James Wan e tutti i suoi ultimi Film (eccezion fatta per Fast & Furious 7) dove il rapporto qualità/incassi realizzati sfiora cifre esorbitanti.
Senza cadere troppo nel banale, perché gli horror solitamente vengono realizzati con budget insulsi e hanno sempre margini di guadagno enormi, in quest’anno “Maze Runner: il Labirinto” è riuscito a triplicare il suo investimento, assicurando un radioso futuro al Franchise e alla Fox che ha prodotto e distribuito la pellicola.
La trama in breve: il Dott. Will Caster è un’autorità nel campo dell’intelligenza artificiale e, più in particolare, nel creare assistenti virtuale che riescano ad assolvere a tutti i bisogni dell’interlocutore.
Poco dopo un’importante conferenza, quest’ultimo viene ucciso da un’esponente di un’associazione terroristica anti-tecnologica.
Sua moglie e collega Evelyn, contro il parere di tutti, carica la coscienza di suo marito sui server ove era collocata l’assistente virtuale più tecnologicamente avanzato al mondo, creato dal Dott. Caster stesso.
Will ritorna, virtualmente, in vita dispensando consigli alla moglie e creando una vera e propria base operativa nel deserto.
Quando sua moglie si rende conto che in realtà il Dott. Caster, o l’entità virtuale che si spaccia per lui, ha l’obiettivo di lobotomizzare il mondo, cerca di fermarlo.

E questo è il punto.
Oltre al fatto che la sceneggiatura è scritta male ed in alcuni punti è davvero lenta, (è chiaramente colpa di Pfister: o il ritmo è lento perché la sceneggiatura è debole o è colpa della regia, ma dato che ricopre entrambi i ruoli, direi che di certo è colpevole numero uno), la cosa che è assurda al di la di tutto è il finale.
Per quanto decretiamo il film assolutamente una ciofeca, non spoilereremo nulla, ma l’ultima tranche di film sfocia nel patetico.
Vediamo un Film in cui un’entità ordisce una dato progetto, lo costruisce, lo porta avanti e alla fine lei stessa demolisce il tutto.
Perché? Che senso ha portare al cinema una cosa del genere?
Tornando alla questione centrale, Pfister ha dimostrato più volte di essere un grandissimo direttore della fotografia e di amare gli spazi aperti e sconfinati (nel film si nota), ma il fatto che sia bravo con le inquadrature di certo non significa che debba essere bravo anche a scrivere Film.
Riguardo allo Star Power di Johnny Depp messo in discussione con questa pellicola, non vale la pena neanche commentare la sua performance: non che sia uno dei responsabili di questo disastro, ma non è possibile giudicare una performance se la sceneggiatura e i dialoghi sono assolutamente inesistenti.
Personalmente credo che se non fosse stato proprio per lo star power di Johnny Depp, difficilmente la produzione abbia potuto racimolare i 103 Milioni di $, limitando i danni economici di parecchio.

Marco De Natale

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